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Musica ed elettricità

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Una delle lezioni di musica che amo spesso ripetere a scuola è quella che riguarda la relazione tra Musica ed elettricità. È un argomento abbastanza insolito e quasi sempre tralasciato o ignorato dai più. Nessuno ci pensa mai eppure la scoperta dell’elettricità ha rivoluzionato anche il mondo delle sette note. L’errore principale, quando si sta insegnando Musica, è quello di non immedesimarsi nell’ambiente nel quale si manifesta un determinato evento musicale o nel quale un musicista compone la propria Musica oppure si esibisce come strumentista.

Cosa c’entra l’elettricità in tutto questo? Ai ragazzi chiedo sempre di immaginarsi catapultati nel periodo che si sta affrontando o nella stanza stessa del compositore che sta componendo quella determinata musica. Il salto temporale che devono fare è abbastanza breve, poco più di un centinaio d’anni, ai tempi in cui l’elettricità non era ancora stata scoperta. Provate solo a immaginare come può essere la vita di tutti i giorni senza la corrente elettrica e trasportate il tutto anche in ambito musicale: suonare uno strumento, andare ad un concerto, ascoltare la musica preferita. Oggi non ci facciamo più caso e da diverse generazioni siamo abituati all’utilizzo della musica che viaggia mediante un fascio di elettroni su casse amplificanti, strumenti elettrici, sintetizzatori e quant’altro. Senza tralasciare la funzione della luce artificiale.

Oggi siamo invasi dalla musica, in tutte le sue forme e, mediante appunto l’elettricità, la musica è presente in molte ore della nostra giornata: lettori cd/mp3, radio, tv, musiche di sottofondo nei centri commerciali, smartphone, computer , tablet, videogiochi, strumenti musicali elettrici, elettronici e virtuali e quant’altro. Ma provate a pensare come, e quanto, la musica poteva essere presente nella giornata di un ragazzo vissuto appena 150 anni fa. La corrente elettrica non c’era, quindi niente radio, tv, musiche di sottofondo, mp3, strumenti musicali elettronici …. niente di niente.

Dove e come si poteva ascoltare la musica allora, in quei tempi dopotutto non così lontani?

La risposta è molto semplice. La musica si ascoltava direttamente dal musicista che la suonava nel momento stesso in cui veniva eseguita. I luoghi dove si poteva ascoltare musica erano principalmente le chiese, i teatri, le strade quando suonavano le bande di paese. Oppure la musica si poteva udire da chi, più fortunato, suonava nelle proprie abitazioni perché possedeva uno strumento musicale o cantava. Provate ad immaginare quale effetto poteva avere, per un giovane dell’epoca, che non aveva alcun modo di ascoltare musica a casa, sentire suonare un grande organo in chiesa (i mantici per soffiare l’aria attraverso le canne erano azionati manualmente, prima dell’avvento dell’elettricità!). Oppure ascoltare un’orchestra o una banda di paese. L’effetto doveva essere sicuramente dirompente. E per chi viveva lontano dai paesi più popolati o dalle città, probabilmente la musica non esisteva nemmeno perché nessuno aveva mai avuto la possibilità di ascoltarla. O tutto si concentrava nella sola tradizione delle canzoni popolari, tramandate o improvvisate per diletto o passatempo. A tutto questo mondo, che a noi pare quasi impossibile, si aggiunga il fatto che l’elettricità portò anche alla creazione della luce artificiale. Prima i teatri ed i palcoscenici erano illuminati con le candele o con lampade ad olio. Riuscite ad immaginare la differenza con i moderni show musicali: opere liriche, concerti in teatro o all’aperto o le folle oceaniche negli stadi per ascoltare musica?

L’elettricità portò quindi alla musica l’amplificazione del suono, la creazione di nuovi strumenti e sintesi di nuovi timbri, la condivisione e diffusione degli eventi musicali, la possibilità di ascolto personale e personalizzato in qualsiasi luogo, la creazione di una memoria musicale con la possibilità di “fermare” l’evento musicale attraverso la registrazione, l’utilizzo della luce negli spettacoli musicali, la possibilità di creare eventi musicali fruibili da migliaia di persone (grandi concerti all’aperto) o addirittura dall’intera umanità, attraverso la rete internet.

Se vi pare poco!

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