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1986, il mio primo saggio pubblico al Conservatorio.

 

Ho recuperato questo vecchio file audio, convertito in digitale da una vetusta musicassetta. Si tratta della registrazione del mio primo saggio pubblico al Conservatorio di Verona. Era il 1986, avevo 18 anni (sigh!) e frequentavo il quinto anno del corso di Organo e Composizione organistica. I primi anni del corso di organo sono dedicati allo studio del pianoforte mentre, dal quarto/quinto anno, si inizia a studiare il repertorio organistico. Questa è appunto la mia prima esecuzione pubblica, suonando l’organo del Conservatorio di Verona. In quel periodo la sede storica del Conservatorio era in restauro e le varie classi di strumento erano state spostate in diverse sedi, sparpagliate per la città scaligera. Anche l’organo era stato spostato per lasciar posto ai lavori. Venne smontato e assemblato in una della grandi sale della parte più antica di Palazzo Forti, sede del Museo d’arte moderna omonimo. Ricordo con particolare nostalgia quando andavo a lezione ed entravo per una porta secondaria che mi permetteva l’accesso senza pagare il biglietto del Museo: privilegio consentito ai soli studenti di Conservatorio! E mentre seguivamo le lezioni e suonavamo l’organo, i visitatori del museo ci giravano attorno incuriositi.

In questo mio primo saggio suonai questo Preludio in sol minore di Dietrich Buxtehude, compositore pre-bachiano che fu un punto di riferimento per lo stesso genio di Lipsia.

Riascoltando la registrazione a distanza di 30 anni esatti, rivivo le sensazioni di quel momento: l’agitazione per l’esecuzione in pubblico, il terrore di sbagliare e la tensione sui piedi che suonavano quella pedaliera che conoscevo da così poco tempo. All’ascolto tutte queste emozioni si manifestano in una esecuzione acerba, con l’agitazione che si palesa non controllando talvolta la velocità di esecuzione. Inoltre qualche nota sporcata qua e là conferma l’inesperienza e la tensione di quei pochi minuti di esecuzione. È anche cosa curiosa che, durante l’esecuzione, si sentano i rumori delle automobili che passavano nella via sotto le grandi finestre del palazzo che, data la piacevole temperatura, erano state lasciate aperte. Ma ripensando a quel giorno, la maggiore nostalgia va al pensiero che in quella sala mi stava ascoltando anche mia madre che, nel 1986, aveva appunto la mia età attuale.

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All’organo del Conservatorio di Verona, nel 1988

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Con il mio primo maestro di Organo, Giuseppe Crema. Conservatorio di Verona, foto del 1988.

Il m° Giuseppe Crema, di Bologna, fu il mio primo insegnante di organo al Conservatorio. Fu lui che decise, dopo il mio terzo tentativo all’ammissione, di prendermi nella sua classe. In sua memoria pubblico un sincero ricordo che un mio compagno della stessa classe di Organo e composizione organistica, diplomatosi qualche anno prima di me, scrisse quando ci giunse la notizia della sua morte. Credo fosse il 2005. il ritratto descritto è veramente autentico e riconoscente.

m° Giuseppe Crema, in memoriam

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